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Credit Suisse, un fallimento in arrivo? (1a parte)

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Credit Suisse, un fallimento in arrivo? (1a parte)

Tante parole si sono già spese e tante se ne spenderanno. Purtroppo non solo per Credit Suisse ma anche per le prossime banche che ne seguiranno la sorte. Non dimentico la Silicon Valley Bank… Ma tu potresti dirmi che Credit Suisse non è fallita. È stata acquistata. Secondo te si acquista una società in fallimento? E se sì, per quale scopo? E a che condizioni? La si acquista con pochi franchi sapendo che ci si mette sulle spalle un debito enorme di franchi? Oppure la si acquista avendo certezza che eventuali fallimenti non sarebbero pagati dal compratore? Comunque la notizia dell’acquisto “doveva” essere data prima che il lunedì riaprissero le borse. Infatti domenica 19.04.2023 è stata data ampia diffusione alla notizia. In questo modo il mercato di borsa non l’avrebbe affondata immediatamente.

Cerchiamo di capire in realtà cosa è accaduto. La banca è stata (momentaneamente) salvata. Da un intervento di una sua acerrima rivale e dello Stato (la Svizzera). Il capitale apportato non copre la perdita. Salvataggio di Stato. Quindi che succederà adesso? Non rispondere, aspetta prima di sentire tutta la vicenda. Ci sono anche altre cose simili già accadute nel passato, le vedremo insieme.

Ora diamo uno sguardo alla vicenda della Banca svizzera. Dobbiamo andare indietro nel tempo. Siamo nel 2014. La banca svizzera confessa in un tribunale USA di aver aiutato “coscientemente e volutamente” migliaia di clienti a non pagare le tasse dovute a Washington per decenni. Si dichiara colpevole di aver aiutato i suoi clienti americani più facoltosi a evadere le tasse. A questo punto accetta di pagare 2,6 miliardi di dollari per chiudere l’indagine del Dipartimento di Giustizia; una notizia che fa salire comunque il titolo in Borsa perchè pone fine a una vicenda che durava da tre anni. L’allora segretario alla Giustizia americano, Eric Holder disse “Credit Suisse ha cospirato per aiutare i cittadini americani a nascondere i propri asset offshore al fine di evadere le tasse. Quando una banca è impegnata in una tale cattiva condotta, deve attendersi di essere perseguita penalmente dal Dipartimento di Giustizia”. La banca, ha indicato il segretario, ha “coscientemente e volutamente” aiutato migliaia di clienti statunitensi a nascondere i loro patrimoni e redditi per decenni. Ammettendo la propria colpevolezza, Credit Suisse diventa la prima banca dopo lungo tempo ad ammettere un reato negli Usa: gli ultimi casi che si ricordano risalgono al 1995 per la giapponese Daiwa Bank, ma anche al 2004 con il Credit Lyonnais, che fece false dichiarazioni alla Fed. (ndr: ricordati di queste due banche perchè più avanti spenderò un paio di righe su cosa capitò loro)

C‘è da dire che il patteggiamento di Credit Suisse è inoltre molto superiore alla sanzione da 780 milioni di dollari pagata nel 2009 da UBS per aver aiutato cittadini americani a sfuggire al Fisco.

E adesso a chi toccherà? Quale sarà la prossima banca che avrà dei problemini? Scommettiamo che sarà una banca europea? Una banca che si è macchiata dello stesso peccato. Oppure sarà una banca americana? E se fossero europee ed USA? Bnp Paribas potrebbe a breve dover ammettere di aver tessuto relazioni d’affari con Paesi come Sudan e Iran, che sono nella lista nera degli Stati Uniti. Non che negli USA siano esenti da indagini. In casa loro forse JP Morgan Chase e Citigroup potrebbero trovarsi in leggero imbarazzo. Sono oggetto d’indagini penali e potrebbero ammettere colpe e pagare, ma con tempi più lunghi. Beh, c’è da considerare anche di chi è (o è stata) la proprietà.

Un veloce inciso, come promesso in precedenza.

Nel 1995 la Daiwa Bank è stata multata di $ 340 milioni dopo essersi dichiarata colpevole di 16 reati penali. Venne condannata per frode in una banda organizzata, copertura del crimine, falsificazione dei suoi conti, falsificazione e uso di falsificazione e ostruzione di una revisione bancaria. Resona Holdings, Inc. è una banca giapponese nata nel 2003 dalla fusione di Daiwa Bank e Asahi Bank. E nel 2003, il governo giapponese è stato portato a iniettare 2.000 miliardi di yen nell’istituto finanziario, che è diventato il quinto istituto finanziario più grande del paese. Salvataggio di Stato.

Il Credit Lyonnais, dopo essere stato coinvolto negli USA nel 2004, ha subito ripercussioni, vivendo momenti difficili tanto che nel 2013 il Governo francese ha annunciato un prestito di 4,5 miliardi di euro per saldare i debiti del Crédit Lyonnais. In totale il salvataggio della Banca sarà costato 14,7 miliardi. Salvataggio di Stato.

Aiuti di Stato che qualcuno a noi contesta. Quante volte siamo corsi in aiuto del Monte dei Paschi… Ma a distanza di tempo non salterà ugualmente?

Ritorniamo a (quasi) oggi. Secondo gli USA Credit Suisse si ripete. Infatti, sempre secondo il Dipartimento di giustizia USA, è dal 2022 sembra che la banca abbia aiutato i suoi clienti statunitensi a evadere le imposte. I clienti in questione avrebbero soprattutto passaporti sudamericani e anche questa volta sarebbero stati traditi da ex dipendenti della banca, che ha negato qualsiasi illecito e ha assicurato piena collaborazione agli inquirenti statunitensi.

Attenzione però perchè i fallimenti hanno dei segni premonitori. Una società non fallisce in due giorni. Ci sono cose che dovrebbero essere ponderate e situazioni che dovrebbero essere evitate. La solidità di una società deve essere garantita e costantemente monitorata soprattutto dalla dirigenza interna, amministratori, CdA, Sindaci e revisori. Ma abbiamo tanti esempi di manager incapaci che ricoprono ruoli in importanti aziende e più sono incapaci, più hanno posizioni di rilievo, più sono pagati. E sono quelli che non pagano quasi mai per la loro incapacità gestionale.

Poi ci sono le valutazioni “esterne”. Tu mi dirai che i parametri con cui vengono valutate le sicurezze, le affidabilità di aziende come le banche sono abbastanza attendibili. Vero. Però queste valutazioni, tra cui i famosi stress test, sulla base di cosa vengono effettuati? Vengono eseguiti utilizzando i bilanci e i documenti che la banca stessa produce. Devo aggiungere altro?

Rientriamo nello specifico della Credit Suisse per sentire cosa dice la ministra delle finanze svizzera “Un crollo di Credit Suisse avrebbe avuto delle pesanti conseguenze a livello mondiale… Anche questa soluzione implica dei rischi per lo Stato. Ma sono rischi molto minori di qualsiasi altro scenario. Il crollo di Credit Suisse avrebbe avuto ripercussioni rovinose a livello mondiale… si tratta di una operazione di mercato, non di un salvataggio”. Mah… a me sembra un salvataggio che ha, ovviamente, delle conseguenze sui mercati. Lo stato ha “imposto” ad UBS l’acquisto garantendo un accesso al credito esagerato! Ma cosa vuoi che ne sappia io… gli esperti sono loro, mica io. (Ricordiamoci però che nel 2008 – ai tempi del fallimento di Lehman Brothers – UBS stava messa male e nel 2009 la Svizzera – governo e banca centrale – vennero in soccorso proprio di UBS, erogando circa 60 miliardi di franchi). Ma la frase “Ripercussioni rovinose a livello mondiale” che vuol dire? Perchè quest’affermazione? Cosa stava sottintendendo? A chi si riferiva? Sarebbe interessante, e poi lo vedremo, sapere chi sono i soci della banca salvata. Forse capiremo a chi si riferiva.

Perchè c’è chi dubita sulla correttezza del salvataggio, ops pardon, dubita dell’operazione di mercato e vuole vederci chiaro. Si parla anche di class action in partenza, e proprio dagli USA. Ma a parole la fusione tra CS e UBS sembra che piaccia sia in USA, sia in UK, sia in EU. Non so se hai notato che sembra quasi che ci sia uno strano destino che accomuna ed unisce le vicende delle banche che si rendono colpevoli di malefatte nei confronti degli USA. Certo, l’evasione, la frode, il traffico illecito, la copertura del crimine sono tutte cose sbagliate, riprovevoli e da condannare. Ma mi chiedo se queste banche lo hanno fatto solo con clienti USA? Probabilmente lo avranno fatto anche per cittadini di altra nazionalità, se questo era il loro costume. Lo avranno fatto solo quelle banche o potrebbe essere un comportamento in uso anche di altre banche. E come mai si viene a conoscenza solo delle vicende che vedono coinvolti gli USA? Perchè le banche coinvolte affondano…

Possibile che a distanza di diversi anni, queste banche si siano trovate in condizioni di fallimento tecnico (anche se non dichiarato). Possibile che abbiano avuto bisogno di essere sostenute, proprio perchè erano tecnicamente fallite, dallo Stato? Sembra che gli USA facciano il bello ed il brutto tempo, a loro piacimento. Un vecchio detto recita “avere gli USA come nemici è pericoloso, averli come amici è mortale”. Tu cosa ne pensi? (Continua…)

Giuliano Vendrame
Si Systems Trieste

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